L’incenso

L’incenso

Anche l’odorato partecipa alla liturgia con l’incenso che si usa spesso lungo la Messa: per incensare l’altare, la croce, il vangelo, i sacerdoti, il popolo, i Santi.
L’incenso è una resina profumata che cresce nelle regioni tropicali e fin dai tempi più remoti è stato usato per profumare le tende, le case e soprattutto i luoghi sacri fino a quando è diventato una prerogativa esclusiva della divinità.
I primi cristiani che non bruciavano l’incenso davanti alla statua dell’imperatore (considerato divino) o degli dèi, venivano uccisi perché blasfemi ed eretici.
Anche la liturgia cristiana usa l’incenso come prerogativa esclusiva di Dio con un duplice scopo: i cristiani hanno un solo e unico Signore e a lui solo viene dunque riservato l’incenso; il suo profumo che sale in alto simboleggia poi la loro preghiera che, quale profumo soave, sale gradita a Dio.
E’ simbolo, inoltre, della vita di ciascuno di noi che “si consuma e brucia” pian piano (come l’incenso) per il Signore e per i fratelli e così è ben accetta e “gradita” a Dio.
L’incenso dunque è simbolo della preghiera e dell’onore che viene riservato a Dio. Perché allora incensare cose e persone?
Perché queste cose e persone sono la presenza visibile di Dio: l’altare è Cristo; il libro dei vangeli è la sua Parola viva; il sacerdote è “alter Christus”; il popolo è la sposa di Cristo; i Santi e le loro reliquie sono stati pieni di Cristo.
Sarà forse perché l’incenso è fede vissuta e preghiera che ad alcuni dà fastidio?