Nel nome…ouverture

Nel nome…ouverture

L’ouverture di un’opera contiene tutti i motivi che verranno poi sviluppati: il segno di croce all’inizio della Messa che il sacerdote invita i presenti a fare con lui, evoca le meraviglie che il Padre, il Figlio e lo Spirito stanno per compiere. A questa solenne proclamazione rispondiamo “Amen” una parola ebraica che significa “confermo”, “è proprio così anche per me”.
Ricordiamo che nella Bibbia il nome indica la persona e quello che fa: il sacerdote allora ci ricorda che il Padre (creatore di tutti e di tutto) è presente; il Figlio (redentore e salvatore, morto e risorto) è presente; lo Spirito Santo (che santifica e guida la Chiesa) è presente.
Dunque alla Messa tutti noi siamo alla presenza reale della Trinità e tutto si svolge con la sua potenza e per la sua gloria a bene nostro.
Questo segno ci ricorda che tutti noi siamo convocati da Dio ed per questo che viene ripetuto più volte nella Messa: il Padre accoglie attorno a sé i suoi figli; il Figlio vuole farsi per loro Parola e Pane; lo Spirito vuole portare tutti nel seno di Dio.
Il segno di croce (come già detto al N° 6 di queste riflessioni) è il “segno” cristiano per eccellenza, perché indica che tutto il nostro essere, la fronte (il pensiero), il petto (il cuore e gli affetti) e le spalle (la vita e le sue fatiche) sono per il Padre, il Figlio e lo Spirito.
Forse che sia proprio per questo che è andato così in disuso a tal punto che tante mamme moderne non lo insegnano più ai loro bambini?