Tre baci

Tre baci

La Messa è aperta, chiusa e intramezzata da tre baci. Il sacerdote, dopo la genuflessione d’ingresso, apre la Messa con un bacio all’altare, alla fine del Vangelo bacia il libro e alla fine della Messa ribacia l’altare. Che significa?
Il bacio si dà con la bocca dalla quale escono le parole cioè il nostro profondo interiore: il bacio è esprimere con un gesto ciò che c’è nel profondo del cuore: è dire ad un altro quanto sia a noi caro, tanto che nessuna parola è capace di esprimerlo. Un bacio d’amore sincero, dice più di un libro intero di parole! Una madre bacia e ribacia il suo bambino e l’amato e l’amata non sono mai sazi di baci.
Prima degli omogeneizzati le mamme, masticavano il cibo prima di metterlo in bocca ai loro bambini e tante specie nel mondo animale fanno ancora così: il bacio è il cibo dell’amore perché non dona cibo materiale ma un altro cibo di cui tutti abbiamo estremo bisogno per vivere. Il bacio esprime affetto, intimità, tenerezza.
Baciare l’altare prima della Messa significa allora baciare Cristo ed esprimergli la gioia e la gratitudine di essere nutriti con un cibo che è più importante di quello materiale, così per il bacio del Vangelo (la Parola di vita eterna che ci viene rivolta) e il bacio al termine della celebrazione è come il commiato d’amore che diamo alle persone care che ci lasciano sperando di riabbracciarle e di ribaciarle presto.
A proposito di baci ricordiamo che c’è anche quello di Giuda!